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Axum
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mwgwAxum, talvolta scritta più correttamente mwhaAksum,cite-ref-3[3] è una mwiqcittà dell'Etiopia che sorge nella mwigRegione dei Tigrè, nella parte settentrionale dell'mwiwEtiopia. Si estende alle falde meridionali di un vasto altipiano, 17mwja km a ovest di mwjqAdua.

Principale centro dell'Etiopia cristiana, fu la capitale del mwjwmwkaRegno di Axum, fiorente nel periodo intorno alla mwkqnascita di Cristo e che declinò a partire dal mwkgVII secolo in seguito alle incursioni dei mwkwBegia e a causa del predominio islamico sul mwlaMar Rosso.

Il 75% della popolazione è composto da etiopici di religione mwlgcristiano-ortodossa. La rimanente parte è suddivisa tra musulmani mwlwsunniti e cristiani mwmaP'ent'ay. Per il loro valore storico, le rovine archeologiche presenti sono state incluse nel mwmq1980 dall'mwmgUNESCO nella lista dei mwmwpatrimoni dell'umanità.

Contents

Note

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Regno di Axum e cristianità ortodossa

Racconti semi-leggendari attribuiscono la distruzione di Axum a una mitica regina, mwoaGudit, nel mwoqX secolo.cite-ref-4[4] Il potere fu esercitato per qualche decennio dalla mwpgdinastia Zaguè. Verso la fine del mwpwXII secolo più a sud sorse l'mwqaImpero d'Etiopia, che soppiantò definitivamente il mwqqRegno di Axum.

Il mwsaRegno di Axum aveva un suo mwsqlinguaggio scritto chiamato mwsgGe'ez e sviluppò un'architettura originale, caratterizzata da obelischi giganteschi. Il regno raggiunse il suo culmine durante il regno di mwswEzana, battezzato con il nome di Abriha nel mwtaIV secolo. Questo avvenimento segnò il momento ufficiale per la cristianizzazione del regno.

La mwtgChiesa ortodossa etiopica afferma che la chiesa di mwtwcattedrale di Nostra Signora Maria di Sion contiene la biblica mwuaArca dell'Alleanza dove erano custodite le mwuqmwugTavole della Legge, su cui sono scritti i mwuwDieci comandamenti portati da mwvaMosè al suo popolo. Questa stessa chiesa fu il luogo dove per secoli vennero incoronati gli mwvqimperatori etiopi fino al regno di mwvgFāsiladas e di nuovo da mwvwGiovanni IV d'Etiopia fino alla fine dell'impero. Axum viene considerata la più santa delle città dell'Etiopia ed è un'importante meta di pellegrinaggi. Feste significative sono mwwaT'imk'et (corrispondente alla festa dell'mwwqEpifania, celebrata il 7 gennaio, non il 6), e la festa di Maryam Sion che cade alla fine di novembre.

Il 15 ottobre del 1935 la città fu occupata dalle truppe italiane al comando del generale mwxaEmilio de Bono; nel 1937, la famosa mwxqStele di Axum, risalente a 1700 anni prima, venne rinvenuta semi sepolta dai soldati italiani e inviata a mwxgRoma dove successivamente fu collocata in piazza di mwxwPorta Capena. La stele fu trasferita e rieretta ad Axum nel 2008.

Axum e Islam

Quando i mwzgmusulmani di Axum cercarono di erigere una mwzwmoschea in questa città particolarmente santa per gli Etiopici, i residenti ortodossi replicarono che in questo caso a essi doveva essere permesso erigere una chiesa ortodossa alla mwaaMecca.

Il contatto di Axum con l'mwagIslam è molto antico. Secondo mwawIbn Hishām (una delle più antiche fonti storiche dell'mwbaIslam), quando mwbqMaometto combatteva contro l'ostilità della sua tribù dei mwbgQuraysh, inviò un piccolo gruppo di mwbwmusulmani, comprendente la figlia Ruqayya e suo marito mwcaʿUthmān b. ʿAffān, con quella che viene chiamata "mwcqPiccola Egira". Al gruppo di profughi, il re di Axum, Ashama ibn Abjar, concesse rifugio e protezione, rifiutando le richieste di restituzione avanzate dai Quraysh, guidati da mwcgʿAmr ibn al-ʿĀṣ. Questi rifugiati non ritornarono in mwcwḤijāz fino al sesto anno dell'mwdaEgira (mwdq628) e, d'altra parte, molti rimasero in Etiopia stabilendosi nella regione del Negash, nel mwdwTigrè occidentale.

Ci sono differenti tradizioni sugli influssi che questi primi musulmani ebbero sui regnanti di Axum. La tradizione musulmana riporta che i regnanti di Axum fossero tanto ammirati da questi rifugiati da convertirsi segretamente all'Islam. D'altro canto una tradizione etiopica riferisce che uno dei rifugiati musulmani che vivevano in Etiopia in quel periodo si convertì alla religione cristiana ortodossa, diventando così il primo convertito conosciuto dall'Islam al mweqCristianesimo. Sempre secondo la tradizione, alla morte di Ashama ibn Abjar, mwegMaometto stesso pregò per l'anima del re e disse ai suoi seguaci: "Lasciate in pace gli etiopici fino a quando essi stessi non prendano l'offensiva".

Siti di particolare interesse

I principali monumenti axumiti sono costruiti a forma di mwigstele; la maggior parte si trova nel Parco settentrionale delle steli, e arrivano fino ai 33 metri di altezza della Grande Stele, che si crede sia crollata al suolo durante la costruzione, mentre quella ancora eretta di maggiore altezza la Stele di Re Ezana raggiunge i 24 metri. Un'altra stele è l'mwjqObelisco di Axum di cui si è parlato più sopra. Si ritiene che queste steli segnalino delle tombe, che un tempo portassero dei dischi di metallo fissate ai fianchi. Le Stele Gudit, diversamente da quelle dell'area nord, sono frammischiate a tombe per lo più del mwjwIV secolo.

Altri siti interessanti della città sono la già citata chiesa di mwkqcattedrale di Nostra Signora Maria di Sion, costruita nel mwkg1665 (un'altra chiesa con lo stesso nome è stata edificata nelle vicinanze nel mwkwXX secolo). Inoltre vi sono altri importanti siti archeologici, musei etnografici e la mwlapietra di Ezanà, scritta in Sabeo, mwlgGe'ez e greco antico similmente alla mwlwStele di Rosetta. Ancora, la Tomba di Re Bazen, un megalite considerato una delle più antiche strutture, il cosiddetto Bagno della Regina di Saba (in realtà una riserva d'acqua) che si rifà alla leggenda secondo la quale la famosa regina sarebbe vissuta nella città, la Ta'akha Maryam del IV secolo e il mwmwPalazzo di Dungur del mwnaVI secolo, i monasteri di Abba Pentalewon e Abba Liqanos e la roccia artistica Leonessa di Gobedra.

La città è servita dall'aeroporto internazionale "mwoqGiovanni IV d'Etiopia".cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]

Note

cite-note-11. mwsamwsqmwsgFallingrain - Aksum mwsw(archiviato dall'mwtaurl originale l'11 agosto 2007).
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-22. mwuamwuqmwugCensus-2007 Report - Statistical Amhara. mwuwURL consultato il 30 maggio 2017 mwva(archiviato dall'mwvqurl originale il 15 gennaio 2018).
cite-note-33. Il fonema "x" non è infatti identico a quello della "k" seguito dalla "s".
cite-note-44. mwxaRichard J. Reid, mwxqmwxgWarfare in African History, Cambridge University Press, 2012, p.mwxw 36, mwyaISBNmwyq 978-0-521-19510-2.
cite-note-55. mwzg(mwzwmw0aEN) mw0qmw0gAXU - Airport, su mw0wgcmap.com.
cite-note-66. mw1w(mw2amw2qEN) mw2gmw2wWorld Aero Data: AXUM - HAAX, su mw3aworldaerodata.com. mw3qURL consultato l'11 luglio 2015 mw3g(archiviato dall'mw3wurl originale il 12 luglio 2015).

Bibliografia

• citereftreccani-aksumAksum, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• Stuart Munro-Hay, mw5aAksum: An African Civilization of Late Antiquity, Edinburgh: University Press, 1991, ISBN 0-7486-0106-6, mw5gedizione online.
• Yuri M. Kobishchanov, mw6aAxum (redattore Joseph W. Michels; traduttrice, Lorraine T. Kapitanoff), University Park, Pennsylvania: University of Pennsylvania, 1979, ISBN 0-271-00531-9
• Sergew Hable Sellassie, mw6wAncient and Medieval Ethiopian History to 1270, Addis Abeba, United Printers, 1972.
• mw7qAfrican Zion, the Sacred Art of Ethiopia, New Haven, Yale University Press, 1993.
• Il giornale dell'Arte n 278. p.mw7w 41

Voci correlate
Altri progetti

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itAksum, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiaAksum, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Aksum / Aksum (altra versione), su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.